Cosa è l’ANBI

11.01.10 - anbi-timeline-def2L’Associazione Nazionale dei Biotecnologi Italiani (ANBI) è un’associazione non profit di Biotecnologi attivi nella valorizzazione della propria scelta professionale, nella promozione dello sviluppo delle biotecnologie e della ricerca scientifica, nell’innovazione dei rapporti scienza e società.

L’ANBI è l’associazione professionale di riferimento per i biotecnologi che operano in Italia. L’Associazione è nata nel 2001, con la volontà di affermarsi fin da subito nel panorama nazionale nella promozione e nella valorizzazione della nascente figura del biotecnologo

L’Associazione nasce nel 2001 dall’esperienza del Coordinamento Nazionale dei Studenti in Biotecnologie con l’obiettivo di creare opportunità di crescita scientifica, professionale e culturale per i giovani laureati del settore attraverso la creazione di una rete di interazione con istituzioni, centri di ricerca, parchi scientifici e aziende che operano nell’ambito delle Life Sciences.

Nel 2002, l’ANBI è stata fra i fondatori dello Young European Biotech Network (YEBN – www.yebn.org ), una rete di Associazioni studentesche e professionali del settore delle Life Sciences presenti nei principali Paesi europei.

Dal 2012, l’ANBI è Institutional Member della European Federation of Biotechnology, membro affiliato del Polo di Innovazione bioPmed, per rafforzare il proprio posizionamento a livello locale, nazionale e internazionale in organismi di primo livello per la creazione di opportunità nel settore delle Scienze della Vita.

In questi anni, l’ANBI è diventata un interlocutore di primissimo livello per le istituzioni operanti nel settore delle Biotecnologie, e non solo. Il Comitato Nazionale di Biotecnologie e Biosicurezza, istituito presso la Presidenza del Consiglio, si è numerose volte avvalso della consulenza, quale unica realtà qualificata e competente per presentare il punto di vista dei biotecnologi durante i lavori del Comitato. Dal 2004 l’Associazione è iscritta presso il Comitato Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) per la rappresentanza delle libere professioni e dal 2009 fa parte del Coordinamento delle Libere Associazioni Professionali. Il forte ruolo politico che l’ANBI sta esercitando in questi anni è tuttora finalizzato ad ottenere un reale riconoscimento professionale per la figura del biotecnologo.

Il ruolo dell’ANBI non è ovviamente solo politico. L’Associazione è nata innanzitutto come uno spazio di incontro aperto per i Biotecnologi, dove fosse possibile condividere e valorizzare le proprie scelte professionali in un confronto scientifico e di esperienze, dove ci fosse spazio per confrontarsi sui problemi e cercarne la soluzione insieme, dove poter cercare collaborazioni e far nascere nuovi progetti, dove fosse possibile allargare il proprio orizzonte quotidiano al di fuori del proprio laboratorio o ufficio e guardare all’Italia e l’Europa.
Le collaborazioni strette fino ad oggi consentono all’Associazione di supportare iniziative imprenditoriali e di trasferimento tecnologico nel settore oltre ad offrire un più facile accesso dei biotecnologi al mondo del lavoro.

L’ANBI è inoltre cosciente del profondo carico etico che porta con sè la professione di biotecnologo e dedica particolare attenzione al nuovo ruolo degli scienziati nel rapporto con la società. In particolare l’Associazione chiede ai propri soci il rispetto di uno specifico codice deontologico che tenga presenti le diverse istanze etiche e promuove iniziative di dialogo con la società.

L’ANBI ha raccolto le proprie attività attorno a 3 temi cardine per la crescita della figura professionale dei biotecnologi: Identità, Servizi, Opportunità.

Questi temi richiamano il codice ISO, una assonzanza che vuole indicare come l’ANBI si assuma un impegno preciso a garantire ai propri soci e a i propri partner elevata qualità che, soprattutto nel settore delle life sciences, è essenziale per vincere la sfida dello sviluppo e della crescita professionale.